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 Fango - Jovanotti

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Baccus
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MessaggioTitolo: Fango - Jovanotti   Gio Ott 09, 2008 1:22 pm

Io lo so che non sono solo
anche quando sono solo…
sotto un cielo di stelle e di satelliti
tra i colpevoli le vittime e i superstiti
un cane abbaia alla luna
un uomo guarda la sua mano
sembra quella di suo padre
quando da bambino
lo prendeva come niente e lo sollevava su
era bello il panorama visto dall'alto
si gettava sulle cose prima del pensiero
la sua mano era piccina
ma afferrava il mondo intero
ora la città è un film straniero
senza sottotitoli
le scale da salire sono scivoli, scivoli, scivoli
il ghiaccio sulle cose
la tele dice che le strade son pericolose
ma l'unico pericolo che sento veramente
è quello di non riuscire più a sentire niente
il profumo dei fiori l'odore della città
il suono dei motorini il sapore della pizza
le lacrime di una mamma
le idee di uno studente
gli incroci possibili in una piazza
di stare con le antenne alzate verso il cielo
io lo so che non sono solo…
e rido e piango e mi fondo con il cielo
e con il fango…
la città un film straniero senza sottotitoli
una pentola che cuoce pezzi di dialoghi
come stai quanto costa che ore sono
che succede che si dice chi ci crede
e allora ci si vede
ci si sente soli dalla parte del bersaglio
e diventi un appestato
quando fai uno sbaglio
un cartello di sei metri dice
tutto è intorno a te
ma ti guardi intorno e invece non c'è niente
un mondo vecchio che sta insieme
solo grazie a quelli che
hanno ancora il coraggio di innamorarsi
e una musica che pompa sangue nelle vene
e che fa venire voglia di svegliarsi
e di alzarsi
smettere di lamentarsi
che l'unico pericolo che senti veramente
è quello di non riuscire più a sentire niente
di non riuscire più a sentire niente
il battito di un cuore dentro al petto
la passione che fa crescere un progetto
l'appetito la sete l'evoluzione in atto
l'energia che si scatena in un contatto…

_________________
Vedere il Mondo in un Granello di Sabbia, e il Cielo in un Fiore di Campo. Tenere l'infinito nel Palmo della Mano, e l'eternità in un'ora.
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Baccus
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MessaggioTitolo: Commento di don Pino Fanelli   Gio Ott 09, 2008 1:25 pm

Commento di don Pino Fanelli per la rivista "Se vuoi" - rivista di orientamento per i giovani - ed. Apostoline - Mole Castelgandolfo.




“sotto un cielo di stelle e di satelliti ora la città è un film straniero senza sottotitoli… un cartello di sei metri dice che tutto è intorno a te ma ti guardi intorno e invece non c’è niente”: le città sono sempre più anonime, le persone volti senza nome, i rapporti più superficiali e… si vive la solitudine. E’ una contraddizione che, mentre la tecnica permette di comunicare in tempo reale anche a distanza, aumenti la solitudine. La TV, internet assorbono tanto del nostro tempo e diminuiscono le occasioni per il dialogo e le relazioni. C’è da vigilare per non essere assorbiti nel mondo virtuale e non perdere il legame con la realtà.

“l'unico pericolo che senti veramente è quello di non riuscire più a sentire niente”: il mondo scientifico e tecnico tende a dare poco spazio a emozioni e sentimenti. Tutto è scontato, non c’è la sorpresa di un incontro, la meraviglia per il sole che sorge, un bambino che nasce, un gesto di gratuità. Quando arriviamo ad essere impermeabili alle emozioni, a non saper partecipare alle gioie o problemi altrui, vuol dire che siamo troppo centrati su noi stessi.

“stare con le antenne alzate verso il cielo”: cielo vuol dire Dio, il riferimento ultimo con cui anche nelle difficoltà stabilire un contatto, lanciare un S.O.S. Pregare è sintonizzarsi sulla stessa lunghezza di Dio e parlargli.

“Io lo so che non sono solo anche quando sono solo": Dio è l’unico che anche nei momenti di maggior solitudine non ci fa sentire soli. E’ una presenza amica pronta a tenderci la mano per tirarci su dal fango della nostra umanità.

“Mi fondo con il cielo e con il fango”: Siamo creature, fatte di terra e Spirito, il racconto della creazione ce lo ricorda (cf. Genesi). Il nostro è un Dio vicino, si è sporcato le mani coinvolgendosi nella nostra storia e facendosi uomo come noi.

“La città è una pentola che cuoce pezzi di dialoghi ”: la nostra società, sempre più multiculturale, ci pone la sfida dell’integrazione che, però, non vuol dire annullare tutte le differenze, ma cogliere le diversità culturali come ricchezza da valorizzare, salvaguardando gli elementi tipici dell’identità di un popolo. La diversità non deve farci paura e questo può avvenire col dialogo. Più ci si conosce, più ci si stima e si apprezzano le diversità.

“ci si sente soli dalla parte del bersaglio e diventi un appestato quando fai uno sbaglio”: un certo tipo di informazione tende a criminalizzare chi ha fatto uno sbaglio con pesanti etichette, che finiscono per escluderlo dalla vita sociale precludendogli ogni strada di riscatto. Anche questa è un’intolleranza da evitare: ogni persona, anche se sbaglia, ha sempre la possibilità di ricominciare.

“un mondo vecchio che sta insieme solo grazie a quelli che hanno ancora il coraggio di innamorarsi”: il “mondo vecchio” che Jovanotti rimpiange è quello fatto di rapporti autentici, cose semplici, amore vero, dove conta la persona non i soldi o la carriera. La scienza stessa, per il profitto e interessi egoistici, calpesta i valori della persona. Basta pensare ai problemi legati alla manipolazione e alla mercificazione della vita umana.

“la passione che fa crescere un progetto”: unire le forze e credere fino un fondo è il segreto per iniziare a trasformare il mondo. La passione per gli ideali permette di realizzare grandi sogni. Ma ci vuole tempo, pazienza, capacità di mettersi in gioco per qualcosa che vale veramente. Una vita senza passione e ideali è piatta, arida, destinata alla noia.

“l'energia che si scatena in un contatto”: coltivare le relazioni, aprirsi agli altri ci toglie dall’isolamento in cui ci chiudiamo. E quando viviamo la solitudine “non siamo soli anche quando siamo soli”, basta alzare gli occhi per scoprire che abbiamo un Padre che ascolta la voce dei suoi figli che gridano a lui e per sentirci uniti a tutti. E’ la più grande consolazione che si può sperimentare!



PER RIFLETTERE:
 Quando ti senti solo, come reagisci?
 Nella solitudine senti la vicinanza di Dio, ti affidi a lui?
 Quanto dai spazio all’amicizia?
 Nella giornata trovi il tempo per pregare?
 E’ importante per te la passione per gli ideali?
 Ti dai da fare per cambiare il mondo ed eliminare le tante solitudini di oggi?

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